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Recensioni
 
"...Questo giovane Giuseppe Barone, con l e sue pitture violente, così lontane dai quieti idilli cari ai giovani di un tempo, con quella natura sconvolta e quasi travolta dal turbine, con quegli alberi squassati che sembrano d’essere sul punto di schiantarsi, questo giovane, dunque è – a ben pensarci – un classico esponente del mondo d’oggi..."
(Domenico Zappone - 1963)
 
"...Ecco il paesaggio di Barone, pittore con un segno che si impenna scattoso, che cade e risale, che percorre la superficie tersa della tela come graffendo una materia durissima, con un segno elegante, educato allo studio della tecnica calcografica, immaginando chiari e scuri per farli poi vibrare di luce e di materia...."
(Stefano Benedetti - 1988)
 
"...Restando ferme sia la qualita' di un lirismo pronunciato, sia le acquisizioni di una cultura figurativa sovrarregionale,Barone continua nello sfogo della visione interiore,a partire da un impianto cromatico, che fattosi piu' gentile,approda nella sua innaturalita' a reinvenzione secondo dettami emozionali peraltro raggiungendo notevole sottigliezza, ovvero, e meglio, finezze e raffinatezze...."
(Dino Pasquali - 1989)
 
"...I versi di Rèpaci attivano in Barone la memoria profonda della Calabria e danno inizio al viaggio che è in primo luopgo viaggio dell'anima. Lo spazio della lastra diviene luogo di ricostruzione e incarnazione delle immagini, nell'illuminazione della poesia, costituiscono il diario e l'album intimo dell'artista...."
(Elio Mercuri - 1990)
 
"....L’impianto degli oli, e delle tecniche miste, mette in evidenza una tavolozza cromaticamente consolidata, una dimensione ormai classica ed una forte impaginazione. Emerge con chiarezza anche il gusto per il gesto attraverso un uso sapiente ed energico tanto della pennellata quanto della spatola..."
(Ugo Barlozzetti - 1993)
 
"...Rèpaci ha cantato, Barone ha trasformato il canto in colore, ha espropriato alla cultura contadina gli odori e i sapori, ha trsformato il modello aprendolo a soluzioni pittoriche e inserendo nelle tavole l'inesorabile sfruttamento di un sottoproletariato in una terra severa, colta, verde...."
(Giuseppe Neri - 1993)
 
"...La pittura di Giuseppe Barone si presenta densa di suggestioni, ponendosi come drammatica ed eloquente testimonianza di una “nostalgia dell’umano” , ancoraggio per un discorso segnato da una radicale inquietudine..."
(Luigi M. Lombardi Satriani - 1995)
 
"...Barone sa illuminarsi di nerbo, di forza espressiva ma anche di lontananze, di liturgie ritmate, pervasi di incanti, di silenzi attivi. E tutto si tinge, si configura in una cultura che affonda nelle pulsioni d’una terra ove le zolle sono allogate su una coltre di salnistro..."
(Rinaldo Frank-Burattin - 1997)
 
"...La pittura di Barone esprime i tumulti di un'anima tormentata ma non disperata. Essa non è un grido di rivolta contro l'implacabile destino deggli esseri, ma una commovente testimonianza della nostra condizione umana che il raggio verde della speranza va a sfiorare con la sua luce fugace..."
(Robert Giannoni - 1997)
 
"...Uno stile che consente all’insieme di proporsi in maniera compatta, nel senso che ogni scansione nell ’esemplificarsi, definisce senza confusioni le parvenze dei soggetti che, pur non precisati, vivono degli umori e delle pulsioni della terra del sud, spesso in una esplosione di colori in cui si avvertono i sofferti recuperi di memoria per le non mai dimenticate radici..."
(Franco Riccomini - 1998)
 
"...Ecco che i quattro punti cardinali, tutti insieme, guidano l’artista: la sapienza pittorica, lo stato emotivo, l’astrazione e la figurazione. Qui scatta il corto circuito del fascino di una pittura che è al tempo stesso punto di arrivo di un viaggio organizzato (quello dell’artista) e di partenza di un’avventura (per il fruitore) senza una precisa meta..."
(Lucio Barbera - 1999)
 
"...Barone parte soprattutto dai ricordi della terra natia, memore com’è del suo mare, delle sue impervie coste, dei suoi rutilanti tramonti e intensi notturni. Una terra divenuta poi per lui paradigma dell’esperienza, fuoco della fantasia, riferimento per la concezione dello stile. Cosi quelle colate, quelle forme che si stendono o si avvolgono in mille guise, quei viluppi pulsanti di vita sul fondo di folgoranti accensioni di rossi, di verdi e di bianchi, sono la figura dell’artista stesso ammaliato dai ricordi: sono 'le strade della memoria'..."
(Elvio Natali - 1999)
 
"...Barone fortunatamente possiede quella che, anche nel greco biblico, è definita “dinamis”, “energia”. Nel contesto della letteratura tale terminologia designa sia il parlare con autorità che la forza dello enunciato, cioè la sua naturale capacità di coinvolgere e d i non lasciare il lettore-spettatore in quella sospensione degli affetti che, per l’estetica fenomenologia, è naturale premessa per lasciare “ che l’opera sveli la sua verità senza precomprensioni. Per Giuseppe Barone è più calzante la definizione del tardo Romanticismo che recita: Non c’è acquisizione di un testo senza un affetto accordato in anticipo..."
(Franco Patruno - 2000)
 
"...Se le idee che sono già maturate nella vita pubblica e spirituale della società divengono per l'artista un nucleo vivo e personale, di lui va detto che '' ha trovato se steso''. Credo, che sia cosi che ha trovato se stesso Giuseppe Barone, un attento e vibrante creatore di immagini, appunti sensibili di un mondo che è al centro delle sue memorie e del suo diario personale..."
(Franco Gentilucci - 2000)
 
"...Tonalità scure, in cui si aprono improvvisi squarci d'azzurro con l'effetto di un'insolita suggestione e della creazione di profondità e spessore che originano intense risonanze interiori..."
(Manrico Testi - 2000)
 
"...come pietra preziosa la pittura raccoglie la luce e la riflette cattura l’energia, la porta fuori dal pozzo della matrice originaria dalle memorie ancestrali, andando alle radici dell’essere senza scopo, senza obiettivo preciso: e la bellezza appare in un flusso primordiale di percezioni di emozioni sospese ed evanescenti..."
(Paola Ballerini - 2002)
 
"...Barone ci rivela con una tavolozza accesa e intensa che s i può vivere la classicità senza saperlo, purchè il subconscio si sia abbeverato a sorgenti di autenticità, di capacità sotterranee che come vulcani trovano il cratere d i uscita. Questi quadri sono il riflesso l’espressione e la manifestazione di chi sa dipingere fuori da ogni tempo..."
(Annalisa Cima - 2002)
 
"...il colore spesso diviene forma e, al tempo stesso, contenuto del dipinto, e così un fondale marino può diventare un banco di corallo che prende vita sotto le vibrazioni sagaci del suo pennello ¸le luci spesso violente o tenui sono l’essenza di queste sue emozioni nel ricordo di una terra così amena...
...Per trasmettere le sue emozioni e farle rivivere nel contemporaneo è costretto a filtrarle in modo che il ricordo quasi onirico, si tramuti in un mondo reale, deve tramutare l’irreale, il fantastico in tangibile esistenza, ma qui le emozioni segrete di Barone raggiungono il pathos attraverso questa tecnica particolare, quasi favolosa, sospesa tra sogno e realtà..."
(Domenico Pugliese - 2004)
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